Chi ha scelto di investire in azioni nel primo trimestre del 2021 ha trovato un mercato sempre all’erta. Le Borse hanno offerto rendimenti in aumento, una rotazione accelerata in azioni cicliche e corse sfrenate su alcuni titoli, come nel caso delle azioni GameStop. Al momento, si stanno già delineando alcune tendenze su cui gli investitori si stanno posizionando per il secondo trimestre. Gli analisti hanno provato a spiegare come tali tendenze possono influire sui mercati più ampi.

Apri un Conto con i Migliori Broker Regolamentati

Piattaforma: Etoro

Deposito: 50$

Licenza: Cysec

  • Demo Gratis
  • Copy e Social Trading

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

68% of investor lose money

Piattaforma: Plus500

Deposito: 100$

Licenza: Cysec

  • Indicatori e Segnali Operativi
  • Demo gratis

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

72% of investor lose money

Piattaforma: IQ Option

Deposito: 10$

Licenza: Cysec

  • Copy Trading
  • Segnali di Investimento

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

73% of investor lose money

Rendimenti più alti

Il primo focus è su Wall Street. Il rendimento del Tesoro statunitense a 10 anni è aumentato di circa 80 punti base. Si tratta del terzo più grande aumento trimestrale nell’ultimo decennio. Ciò è avvenuto perché gli investitori hanno venduto obbligazioni in previsione di una ripresa economica degli Stati Uniti e di un’inflazione più elevata.

Molti trader ritengono che questa tendenza continuerà. Goldman Sachs prevede un rendimento all’1,9% entro la fine del 2021, mentre TD Securities sostiene che i rendimenti saliranno al 2%.

Secondo gli esperti, è improbabile che un ulteriore rialzo dei rendimenti possa far deragliare un rally che ha portato l’S&P 500 a nuovi record. In particolar modo perché i rendimenti stanno salendo da livelli molto bassi.

In un recente sondaggio, il 43% degli investitori ha affermato che un rendimento del 2% su 10 anni potrebbe innescare una vendita di azioni.

La resurrezione del dollaro

L’aumento dei rendimenti ha contribuito a portare il dollaro al livello più alto di circa 17 mesi. Diversi investitori si sono posizionati sul mercato a sostegno di una maggiore forza del dollaro in vista. Le scommesse nette su un dollaro più debole nei mercati dei futures si sono attestate a $ 10,3 miliardi, circa un terzo del loro valore di metà gennaio. Questo è quanto hanno mostrato gli ultimi dati della CFTC.

Un rafforzamento del dollaro potrebbe pesare sui profitti delle multinazionali statunitensi. Ciò potrebbe tradursi in cattive notizie per il recente rally delle materie prime che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, del rame, del ferro e di molto altro.

Più valore

Le aspettative di una ripresa economica, in particolare negli Stati Uniti, ma anche altrove, hanno dato impulso alla cosiddetta riapertura degli scambi. Negli ultimi mesi, gli investimenti tradizionali e nel trading online hanno alimentato i rally delle azioni di banche, società energetiche e altre aree da anni sono rimaste indietro rispetto alla crescita e ai titoli tecnologici.

Secondo alcuni analisti, se emerge un nuovo paradigma, costituito da una crescita nominale più elevata e rendimenti più elevati, il value trade potrebbe durare anni.

Il singhiozzo nello sforzo di riapertura degli Stati Uniti, tuttavia, potrebbe rinvigorire l’attrattiva della tecnologia, rimandando gli investitori ai titoli che hanno portato i mercati al rialzo per anni.

Minore Volatilità

Si sottolinea anche l’atteso calo delle aspettative degli investitori per le oscillazioni del mercato azionario. L’indice di volatilità Cboe, noto come indicatore della paura di Wall Street, risulta appena sotto 20 punti, in calo rispetto al record di 85,47 di un anno fa.

Inflazione

Sempre facendo riferimento agli USA, sebbene nell’ultimo decennio l’inflazione sia rimasta costantemente, in media, al di sotto dell’obiettivo del 2% della Federal Reserve, i trilioni di dollari di spesa pubblica hanno rianimato le discussioni sul suo rendimento.

L’ultima misura dell’inflazione, che traccia il tasso medio atteso in un quinquennio, è al 2,16%, il valore più alto da dicembre 2018.

Un recente sondaggio ha mostrato che anche i gestori di fondi vedono un aumento dell’inflazione. Ciò potrebbe pesare sul dollaro ed erodere la domanda di obbligazioni a lunga scadenza. E questo potrebbe rivelarsi, sostanzialmente, come il più grande “rischio di coda” del mercato.

 

Altri articoli dello stesso autore:

Il nostro voto
*I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 68-73 % (68% per il broker Etoro) dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD.