Notizie positive dall’UE per i trader interessati a giocare in Borsa oggi 03 Agosto. L’attività manifatturiera della zona euro è infatti aumentata per la prima volta dall’inizio del 2019, nel mese luglio. La domanda è rimbalzata dopo un ulteriore allentamento delle restrizioni imposte per reprimere la diffusione del Covid19. Circa 18 milioni di persone sono state contagiate dal virus, ma i governi di tutta Europa hanno alleggerito le misure di contenimento. Per offrire sostegno all’economia europea in crisi, la BCE ha intensificato le misure di stimolo e i leader dell’Unione hanno concordato un fondo di recupero (Recovery Fund) da 750 miliardi di euro. Tutto questo ha permesso alle industrie di ripartire, generando un volume di affari positivo.

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Economia Europea, i dati di oggi

Le fabbriche sembrano avere un ruolo cruciale nel recupero dell’economia. L’indice manifatturiero è rimbalzato a 51,8 punti a luglio, dal 47,4 di giugno. E’ la sua prima volta, da gennaio, che il punteggio sale oltre i 50, valore che separa la crescita dalla contrazione. Dati preliminari avevano previsto un aumento a 51,1 punti

Le industrie della zona euro hanno dunque registrato un inizio molto positivo per il terzo trimestre. La produzione cresce al ritmo più rapido da oltre due anni, alimentata da un incoraggiante aumento della domanda. La crescita di nuovi ordini ha infatti superato la produzione, suggerendo fortemente che agosto dovrebbe registrare ulteriori guadagni.

Tuttavia, rimane alta la preoccupazione in merito al lavoro. L’indice che si riferisce all’occupazione, nonostante l’aumento della produzione, è salito a soli 42,9 punti, da 42,3 del mese precedente.

I numeri dei posti di lavoro continuano a destare grande preoccupazione, soprattutto perché il mercato del lavoro è probabilmente la chiave per determinare il percorso di ripresa dell’economia.

Rimbalza l’attività manifatturiera italiana

L’attività manifatturiera italiana è rimbalzata a luglio, toccando il livello più alto da giugno 2018.

L’indice IHS Markit Purchasing Managers’ (PMI) è salito a 51,9 il mese scorso dal 47,5 di giugno, superando i 50 punti che separano la crescita dalla contrazione, per la prima volta da agosto 2018. Una prima lettura aveva previsto un rialzo a 51.

L’indice era crollato al minimo storico di 31,1 punti ad aprile, riflettendo la chiusura della maggior parte delle fabbriche italiane a causa dei provvedimenti del Governo per arrestare la diffusione di COVID-19. Le aziende sono state autorizzate a riaprire a maggio e l’indice è salito per tre mesi consecutivi.

Il sottoindice di IHS Markit per la produzione è salito a 54,7 a luglio, da un dato precedente di 50,8, continuando il suo rilancio da un minimo di 11,6 registrato ad aprile. Si tratta dell’aumento più forte da marzo 2018.

L’Italia, che è la terza più grande economia della zona euro, ha subito una contrazione del 12,4% nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti e del 17,3% su base annua. Tuttavia, la caduta è stata meno grave di quanto molti analisti avevano previsto.

Dati in rialzo anche per Germania, Francia e Spagna. Tuttavia, Parigi registra una certa condizione stagnante per i nuovi ordini.

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