Per la seconda settimana consecutiva, l’oro ha fatto registrare un consistente apprezzamento. Gli esperti del settore finanziario individuano una motivazione su tutte, per il rialzo del bene rifugio per eccellenza. Gli investitori sono alle prese con una forte incertezza generata dalla paura di una nuova ondata di contagi da coronavirus. Di conseguenza, considerata l’alta volatilità sui mercati, la domanda dei beni rifugio è aumentata notevolmente, in particolare quella sull’oro. Da non sottovalutare anche le tensioni tra USA e CINA, interrotte grazie al coronavirus e riprese a causa del virus stesso.

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L’analisi degli esperti sui mercati e sui beni rifugio

Quella di lunedì 18 Maggio 2020 è una data molto importante per l’Italia, poiché segna la riapertura di quasi tutte le attività produttive, dopo il lockdown imposto dal Governo per contenere la pandemia. L’allentamento delle misure è già avvenuto in diversi Paesi del mondo, tra cui Cina e Corea del Sud, dove però si registra un aumento di nuovi casi, generato proprio dalle riaperture.

Questi dati hanno causato un certo timore, soprattutto nel Vecchio Continente, di un possibile nuovo lockdown che, in alcuni Stati come l’Italia, sarebbe insostenibile dal punto di vista economico.

Una situazione di questo tipo potrebbe portare le banche centrali mondiali ad una politica di tassi più bassi. Per gli Stati Uniti potrebbe verificarsi anche l’avvio di un periodo di tassi negativi che andrebbe a svalutare il dollaro. E come la Borsa insegna, quando il biglietto verde scende, l’oro sale. E, in generale, tutti i metalli preziosi.

Dando un’occhiata ai mercati, dall’inizio dell’anno l’oro ha registrato un aumento del 33,93%, l’Argento del 15,05% e il Palladio addirittura del 42,97%. Senza dimenticare il Platino che, pur rimanendo sui massimi dello scorso anno, nelle ultime sedute ha guadagnato oltre 46 punti.

Materie Prime: focus sul Petrolio WTI

Assieme ai metalli, il trading sulle materie prime in generale è considerato il modo migliore per proteggere i propri investimenti in una condizione di forte incertezza, come quella che sta caratterizzando i mercati finanziari nel 2020.

Gli esperti consigliano di analizzare anche la situazione del Petrolio negli USA. Secondo le stime EIA, il consumo di benzina medio negli Stati Uniti passerà da 8,6 milioni di barili a 7 milioni, nel secondo trimestre. A livello globale, potrebbe verificarsi un calo della domanda di 8,1 milioni di barili giornalieri. Mentre l’offerta dovrebbe scendere di 5,4 milioni di barili al giorno.

Gli analisti sono convinti che la condizione del Petrolio non migliorerà fino al 2021, quando la domanda sarà in rialzo. Dopodiché, man mano che l’economia globale sarà in ripresa, la situazione dovrebbe tornare stabilmente verso i livelli toccati prima della diffusione del coronavirus nel mondo.

In conclusione, si è venuta a creare una sostanziale differenza tra i beni rifugio storici. I metalli rappresentano l’occasione del momento. Lo stesso non si può dire per quelle commodities strettamente legate ai settori che hanno subito una forte crisi produttiva, a causa del lockdown.

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