Gli effetti della pandemia COVID-19 hanno colpito le vendite della maggior parte dei produttori di automobili. Con le fabbriche chiuse e l’economia post-pandemica altamente incerta, gli investitori sono stati molto diffidenti nei confronti di queste attività ad alta intensità di capitale, ma a basso margine. La casa automobilistica di Maranello ha rappresentato l’eccezione. Chi ha scelto di fare Trading su Azioni Ferrari in questo periodo, ha potuto sfruttare una quotazione particolarmente forte. Il produttore di auto sportive viaggiava in Borsa ad un prezzo elevato prima della pandemia, così come oggi. Infatti, al contrario dei competitors, la variazione su 1 anno del Titolo Ferrari è in positivo del 6,72%.

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Azioni Ferrari: la valutazione attuale è corretta?

Il prezzo del Titolo Ferrari fa evidentemente gola a molti investitori. Tuttavia, analizzando la situazione nel complesso, viene naturale chiedersi se la quotazione attuale sia giustificata. E se convenga ancora puntare sul Titolo di Maranello.

In sostanza, considerando la crisi economica globale, la Ferrari può davvero generare una crescita degli utili sufficiente per interessare gli investitori?

Ancor prima che la pandemia COVID-19 si riversasse sui mercati, la valutazione della Ferrari era eccezionalmente alta per gli standard automobilistici. In generale, le grandi case automobilistiche commerciano con rapporti prezzo-utili intorno agli 8-10 punti, in buoni periodi. La Ferrari ne faceva registrare ben 39 alla fine del 2019. Una valutazione che sembrerebbe folle.

D’altra parte, la Ferrari non è paragonabile alle altre case automobilistiche. Per prima cosa, l’immenso potere del suo marchio (e il fatto che le forniture Ferrari siano sempre attentamente limitate) si traduce in un altrettanto immenso potere di determinazione dei prezzi e margini di profitto operativi che vanno ben oltre le performances della concorrenza.

La Ferrari non dovrebbe essere valutata come una casa automobilistica

L’ex amministratore delegato della società, Sergio Marchionne, sosteneva che il potere di determinazione dei prezzi e la redditività della Ferrari la rendessero più una società di beni di lusso che una casa automobilistica. Aveva ragione? Diversi analisti credono sia così.

Il sovrapprezzo non è un problema per i traders, poiché i grafici storici e attuali mostrano un supporto forte. A questo punto, non rimane che chiedersi: i profitti possono crescere ancora?

 Quando l’offerta delle azioni Ferrari è diventata pubblica per la prima volta, nell’ottobre 2015, gli investitori del settore automobilistico e gli analisti di Wall Street non erano sicuri sul da farsi. Da un lato, il potere di determinazione dei prezzi, i margini elevati e il ROIC della Ferrari, hanno reso il Titolo un ottimo affare.

D’altra parte, quel potere sui prezzi ha comportato un costo. Per anni, la società ha limitato la sua produzione annuale per preservare l’esclusività e, senza crescita, l’investimento non sembrava così conveniente.

Tuttavia, risulta che la Ferrari possa generare, e da allora ha generato, vendite e crescita dei profitti nel tempo, senza compromettere l’esclusività del suo marchio.

Complice anche la crescita, negli ultimi anni, del mercato del lusso in Cina, gli esperti ritengono di poter affermare che investire su Azioni Ferrari rimanga assolutamente conveniente, sia a breve che a lungo termine.

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