Taiwan Semiconductor Manufacturing (TSMC) ha pubblicato poche ore fa le proprie trimestrali. Il fornitore di Apple (AAPL 390.90 +2.67 +0.69%) ha dichiarato di aver registrato un utile netto trimestrale di +81%. Un livello record raggiunto grazie agli ordini per chip avanzati, inviati principalmente da Cupertino. Ciò fa immaginare che i prossimi terminali del colosso tech monteranno questa tipologia di chip.

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Il dettaglio del bilancio trimestrale TMSC, con la spinta di Apple

Analizzando più da vicino i dati comunicati dalla società, si evidenzia che il più grande chipmaker al mondo ha riportato un utile netto di aprile-giugno di $ 120,8 miliardi. Un risultato che va ben oltre le stime degli analisti di $ 111,83.

I ricavi del trimestre sono saliti del 34,1% a $ 10,38 miliardi, perfettamente all’interno del range previsto in precedenza dalla società, tra $ 10,1 miliardi a $ 10,4 miliardi.

Sebbene TSMC stia perdendo Huawei Technologies come cliente, dopo l’ostruzione degli Stati Uniti nei confronti delle attività dell’azienda cinese con conseguenti restrizioni delle vendite, il produttore di chip è comunque riuscito a riempire il suo portafoglio ordini con richieste di altre società, tra cui Apple.

Le azioni TSMC sono aumentate di circa il 10% quest’anno, con un valore di mercato attuale di $ 320 miliardi. Con questo risultato, la compagnia ha superato la rivale statunitense Intel Corp. ($ 249 miliardi).

Dopo la pubblicazione dei dati trimestrali, il Titolo TSMC ha chiuso la seduta in rialzo dell’1,5%, sottoperformando il calo più ampio del mercato dello 0,4%.

Apple vince la battaglia del fisco contro la Commissione UE

Nel frattempo, Apple ha ottenuto un’importante vittoria, nella giornata di ieri, in merito alla questione fiscale sollevata dalla Commissione UE. La Corte Suprema ha respinto la richiesta di pagamento all’Irlanda di 13 miliardi di euro ($ 15 miliardi) di tasse arretrate. Un altro tentativo fallito dalla Commissione di bloccare e reprimere accordi fiscali illeciti.

Nel proprio rapporto, redatto ben quattro anni fa, la Commissione europea aveva affermato che Apple avrebbe beneficiato di aiuti di Stato illegali da parte dell’Irlanda.

I giudici della Corte Suprema, facendo riferimento alle regole per la concorrenza in UE, hanno impugnato la decisione della Commissione, segnalando che non è stato possibile dimostrare che Cupertino abbia ricevuto vantaggi dagli accordi con il Governo irlandese.

Irlanda sotto i riflettori

La rete europea sul debito e lo sviluppo (Eurodad) ha affermato come la sentenza della Corte Suprema abbia comunque mostrato la necessità di una riforma delle imposte per le società estere con sede in Europa.

Il coordinatore della giustizia fiscale Tove Maria Ryding ha così commentato il nuovo verdetto:

La decisione odierna del tribunale dimostra quanto sia difficile utilizzare le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, per riscuotere le tasse. Se avessimo un adeguato sistema fiscale per le società estere, non avremmo bisogno di lunghi procedimenti giudiziari per scoprire se se sia legale o meno che le multinazionali paghino meno dell’1% di tasse.

La sentenza riporta il regime fiscale irlandese sotto i riflettori. Le multinazionali, come Apple, attratte dal regime fiscale irlandese molto basso, danno lavoro a circa 250.000 persone nel paese. In un momento delicato come la crisi economica a cui stiamo assistendo, nuove norme fiscali UE potrebbero dare non pochi problemi all’Irlanda.

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