L’apertura della borsa europea comincia in maniera disastrosa nella giornata di oggi, dove tutti i principali indici aprono in negativo (Dax -0,98%, Ftse 100 7.220,62 punti -0,68%, Cac 40 -1,18%, Ibex -0,94%).
Anche l’euro scende vertiginosamente verso il dollaro a 1,11, anche se gli analisti parlano in questo caso di una probabile imminente risalita.

È quindi già possibile provare una speculazione sul lungo termine rialzista in favore della nostra moneta, che si dovrebbe riportare presto sopra i 1,12.

L’Italia tra le peggiori borse 

La situazione in Italia non è molto differente rispetto alle altre borse europee, infatti il Mib ha perso quasi 1,5% rispetto a ieri, scendendo sotto quota 20,000 per la prima volta in questo mese.

Differentemente alle altre borse però, in Italia la situazione è in continua discesa anche durante la giornata, a causa della risposta di Olli Rehn al nostro vice premier Matteo Salvini.

Salvini nella giornata di ieri aveva proposto che la banca centrale europea assumesse un ruolo primario nella gestione dei debiti pubblici dei vari componenti del Vecchio Continente, mettendosi a garante con le altre banche.

Il banchiere finlandese Rehn, consigliere della Bce, ha risposto oggi dell’impossibilità delle realizzazione della richiesta.

La risposta negativa di Rehn però non è stata l’unica negativa, infatti il vicepresidente della Bce Guindos ha dichiarato che la situazione italiana potrebbe avere un effetto drammatico per le altre borse, avendo aumentato lo spread intorno ai 300.

Per non bastare, l’unione europea ha deciso di chiedere spiegazioni al nostro governo sul debito pubblico che sta affrontando.

Sfiducia degli investitori che vendono rapidamente

Tutte queste situazioni, hanno portato molta sfiducia negli investitori, che hanno cominciato a vendere molto velocemente le loro quote facendo deprezzare il valore del MIB.

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La situazione delle azioni italiani oggi rispecchia la stessa dell’indice e sono quindi molto in negativo. L’unico titolo che riesce a riportarsi a valori positivi, dopo un paio di settimane di completo disastro, è Unicredit.Il piano del colosso bancario è quello di avere sempre meno rapporto con i titoli di stato nazionali, visto il forte debito.

Le azioni Unicredit hanno attraversato un periodo molto negativo nell’ultimo trimestre e proprio per questo motivo i vertici stanno decidendo una nuova strategia sempre meno legata ai titoli di Stato.

Dopo aver toccato il pericoloso supporto di febbraio, l’azione ha avuto un picco rialzista che la potrebbe riportare nuovamente sopra i 12 usd.

Tutto dipende molto dal nuovo piano che dovrà convincere gli speculatori a dar fiducia al titolo. Le altre azioni invece sono a ribasso ed è difficile prevederne l’andamento a breve e lungo termine.

Consigliamo quindi di tenere d’occhio solamente Unicredit che potrebbe continuare il picco anche nella giornata di domani.